Matteo Salvini su Instagram

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Matteo Salvini su Instagram, ovvero la storia di un ex giovane “comunista padano” che si è spostato sempre più a destra e ha fatto dell’appeal e dell’essere popolare sempre e comunque la propria cifra. Nulla di più facile per lui che spostare tutto questo anche sulla comunicazione social, su cui ha investito moltissimo. Dunque eccolo con tutto il suo potere di influenza politica… diventare un Instagram Influencer. Ma chi è e cosa fa, tra risposte piccate e non poche gaffe? 

Matteo Salvini, cosa combina su Instagram?

Partiamo dalla fine della “story” che, come sempre quando parliamo di influencer e web star su Instagram e gli altri social, è la punta dell’iceberg. Matteo, nel corso di una sua diretta, risponde come sempre ai commenti in tempo reale a chi lo segue. Nel farlo, questa volta, saluta il comune di Bugliano.

Nulla di male, non fosse solamente per lo spiacevole fatto che tale comune di Bugliano, in verità, non esiste. Si tratta di un account fake e anche ben noto in Italia, che fa pubblicazioni satiriche, così come tante pagine ironiche, sia su Facebook che su Instagram, e non solo lì, ed è dunque dichiaratamente “fasulla”.

Ma come fa un uomo come Matteo Salvini,  che ha fatto della comunicazione il porprio marchio e che sul social marketing tanto investe a cascarci così!? Distrazione, oppure un arguta quanto insospettabile e innovativa strategia nella strategia?

La tattica della “pancia”, cosa fa Matteo Salvini su Instagram

Diamo un primo ma attento sguardo all’account Instagram di Matteo Salvini. Per prima cosa, il numero di follower che è riuscito a portare a sé, che sono la ragguardevole cifra di ben 2.209.521! Poi, sotto la sua qualifica professionale, riportata con grandissima umiltà come “Leader della Lega”.

Quasi che “leader” possa essere usato come sinonimo di segretario di partito anche nel linguaggio tecnico-professionale, come se si è usi fare nel modo di esprimersi che ha fatto proprio anche la sintesi narrativa del giornalismo. O quasi che il partito stesso di cui ci si dichiara per iscritto “leader” sia un movimento più assimilabile ad una “forza dal basso”, che aggrega anche in nome di un senso emotivo di comunione, un po’ come nel calcio. 

Potrebbe sembrare una notazione fatta con la lente d’ingrandimento di chi vuol trovare sempre il pelo nell’uovo, una osservazione di carattere marginale e di pura disputa terminologica, ma non lo è, perché “le parole sono importanti”, come diceva Nanni Moretti in un suo film. Ed è un valore sacrosanto nel mondo dei comunicatori, che si sia giornalisti, politici ed influencer. E si dà il caso che Matteo Salvini sia tutte e tre le cose.

Matteo Salvini “uno e trino”

Sì, avete letto bene, Matteo è “uno e trino”. Grazie ad un passato giovanile all’organo d’informazione stampa della Lega, esplicitamente chiamato “La Padania”, quotidiano nel quale molti colleghi di redazione dell’epoca affermano di averlo visto al lavoro raramente, Salvini può vantare un patentino da giornalista che rivanga con orgoglio ad ogni disputa televisiva con un cronista. 

La sua seconda identità, che a quanto sembra si è sviluppata proprio a partire dai rapporti intessuti in redazione ai tempi de “La Padania”, in particolare con quello che è diventato il suo fidato uomo ombra, Savoini, è quella del politico di professione. 

Da questo e dall’evoluzione del background politico cui si è legato, Matteo Salvini  ha sviluppato la sua strategia comunicativa: affrancarsi dall’idea di un partito secessionista e man mano allontanare dall’opinione pubblica il ricordo di un movimento che ha a cuore i soli interessi di una parte del paese, rivendicata come la più produttiva ed efficiente.

Un’operazione “simpatia” che ha significato dare un’identità nazionale alla Lega, e anche alla figura stessa di Matteo, che in un passato ancora recente non ha mancato di manifestare la propria idea di un Nord superiore e di un Meridione meritevole di biasimo.

E man mano si è fatto prendere la mano, diventando, o cercando di diventare, il beniamino di tutti. Come e più di Berlusconi cerca l’empatia in maniera trasversale, sia geograficamente che socialmente. E questo lo ha portato ai social e alla sua “terza incarnazione”: quella di influencer.

Matteo Salvini e la sua italianità su Instagram

Senza voler entrare nel merito delle vedute e delle decisioni di parte politica, quello che emerge in maniera davvero lampante dal suo feed è un senso costante di voler rimarcare una italianità ed un senso quindi di appartenenza nazionale costante. Se prima, in un tempo “verde” che si cerca di far dimenticare al pubblico, gli “altri da sé” erano i meridionali, ora l’asse si sposta solo leggermente più a sud… Il Sud del Mondo.

Matteo Salvini su Instagram- Visibility Reseller
Matteo Salvini su Instagram- Visibility Reseller

Questo perché l’italianità dal punto di vista di Matteo Salvini né tradisce lo spirito di incontro e stratificazione culturale che un avamposto del Mediterraneo come la nostra penisola ha sempre avuto nel suo DNA. Se dunque include, lo fa solo con alcuni, escludendo altri.

E in questo scacchiere del Bel Paese, c’è veramente di tutto: le tradizioni intese come cibo, giochi di società, musica e, naturalmente, in tempo di pandemia, anche l’ovvio sostegno al personale medico. A guardare l’anteprima del feed, ricorda per certi versi un vecchio gioco di carte della Ranvesburger dove lo scopo era rimettere insieme i doppioni, e in cui tutte le immagini rappresentavano cultura e tipicità nazionali.

Matteo Salvini compone un puzzle “all’italiana” nel suo feed Instagram

Proprio così, una visione più che profondamente italiana, “all’italiana”, con un po’ di folklore, la tazzina di caffè, il prosciutto con i latticini, le carte napoletane e via discorrendo. Un insieme di elementi che fanno il paro con le sue dichiarazioni politiche e con cui, come nel lungo periodo in cui è stato in “tour” da ministro degli interni indossando ogni volta la “divisa” giusta per l’occasione. E stiamo parlando di post tra i i 20.000 e i 40.000 like.

Altrettanti ne riescono a collezionare altri, per i quali le pubblicazioni della sua “italianità” fanno da volano ideologico: il “migrante” irriconoscente e cattivo. Una narrazione quest’ultima, che dà la suggestione di un mondo, o meglio, di un Paese, in cui il crimine è sinonimo di immigrato, e l’immigrato è sinonimo di clandestino che vive illegalmente e alle spalle del contribuente onesto in ogni caso. Sono più di 21.000 i like per il post in cui si urla alla decuplicazione degli sbarchi clandestini.

La paura è un sentimento molto potente e capace di creare collante tra gli individui che si raccolgono e fanno community. E poco importa, alla fine, che non si attenda la verifica delle fonti di determinate “notizie”.

Sicuramente abbiamo detto molto fin qui di Matteo Salvini e del suo utilizzo di Instagram.

Se l’argomento vi ha incuriositi, potrete scoprire qualcosa di interessante qui.

 

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